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Perché programmare l'allenamento è importante ma è ancora più importante programmare leggeri.

Rubrica: 

  • Tecniche di insegnamento

Magari l’hai sentito. 

“Chi non programma il proprio allenamento, programma il proprio fallimento.”

Un modo di dire piuttosto duro che però spiega benissimo la realtà dell’allenamento.

In una parola: programma se vuoi ottenere risultati.

Sin qua tutto piuttosto ovvio. 

Al tecnico spetta programmare le sedute di allenamento nell’arco di un anno all’interno del quale l’atleta lavora in modo da sviluppare qualità generali, specifiche per poi affrontare il periodo di preparazione alla gara e finalmente la fase di scarico o mantenimento.

Quello che invece è meno ovvio è che, a meno che non si stia allenando un atleta professionista o semi-professionista oppure una squadra che osserva sedute di allenamento regolari, questo modello è praticamente impossibile da attuare. 

Perché? 

Perché nella stragrande maggioranza dei casi le persone normalmente non sono costanti in palestra. Ognuno ha la sua vita, una famiglia, un lavoro e un mare di problemi da gestire. 

Anche quando la passione per una disciplina è tanta è facie che si salti qualche giorno e non è affatto raro che si buchi anche un mese intero. 

Che succede allora? 

Succede che la programmazione così come era stata ideata va a pallino. 

Si cerca di seguirla ma in verità mano a mano che i mesi passano questa si scolla sempre più dalla condizione in cui si trova la classe. 

Un buon metodo, particolarmente utile per chi insegna attività che prevedano un programma strutturato e che possano essere sviluppate nel corso degli anni, è quello della programmazione leggera. 

Piuttosto che programmare a cascata un anno di lavoro, presumendo di avere una classe costante, è molto più utile lavorare per micro cicli. Pur tenendo un obiettivo o più obiettivi finali, si conduce la classe programmando per brevi periodi e costantemente verificando lo stato della classe al termine degli stessi.

Ecco cosa, in termini generali, il trainer potrebbe chiedersi:

Cosa la classe ha imparato? 

Si sono aggiunti elementi nuovi o ne mancano alcuni tale che la fisionomia del gruppo si è modificata?

Ci sono degli argomenti che sono stati trattati ma non sono stati assimilati?

Sulla base della verifica ci sono elementi che andranno aggiunti nel prossimo ciclo? 

A seconda delle risposte e tenendo ben in mente l’obiettivo finale del periodo di preparazione che si sta affrontando, il Trainer potrà aggiustare facilmente il tiro e garantire una crescita costante.

Non ultimo, avrà una classe che percepirà di essere seguita molto meglio e atleti più soddisfatti e consapevoli del percorso. 

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