Scheda sport: Dama

Strutture dove si pratica Dama

Dama

Cenni storici

Diverse testimonianze archeologiche danno prova dell’origine antica del gioco della dama. Sebbene, ben poco o nulla sia arrivato a noi in merito alle regole di questi giochi, appare evidente che le radici di questo vadano rintracciate in tempi assai remoti.

A seguito degli scavi archeologici condotti nella città di El-Mahash, in Egitto, è stata rinvenuta una tavola 3x6 con pedine rotonde, appartenente al periodo predinastico. Conservata in un museo di Bruxelles, rappresenta il più antico esempio di gioco su tavola, una sorta di damiera del 5000 a.C. circa. Impropriamente definita dagli archeologi francesi “Jeu de dames”, in realtà, il gioco dell'antico Egitto aveva in comune con la dama di oggi solo la damiera e le pedine tutte uguali.

Altri giochi simili a quello egiziano sono stati ritrovati anche in Mesopotamia, Asia Minore e Creta. A prescindere da quanto questi prototipi fossero verosimilmente molto simili a quello adottato oggi, non è semplice riuscire a stabilire delle analogie tra la dama attuale e questi. Infatti, le pergamene di quel periodo pur riportando immagini di giocatori, non documentano le regole del gioco in modo completo e chiaro.

Secondo quanto testimonia una rappresentazione riportata in una pergamena questo gioco era un piacevole passatempo per il faraone Ramsete III che appare raffigurato mentre gioca con una donna su una damiera 6x6. Il groviglio di geroglifici che accompagna l’immagine fanno supporre a una sorta di cronaca della partita, purtroppo però non si può dire con certezza in quanto è ancora oggi rimasto indecifrato.

La “petteia” (da pessos: pedina)  e la “cubea” (da cubo/dado) erano invece due giochi diffusi presso gli antichi greci. Nel primo si usavano solo damiera e pedine, mentre nel secondo oltre a queste anche un dado, che veniva gettato prima di ogni mossa.

Accostato al termine polis (città) Euripide lo affida nella sua tragedia "Le supplici" alle parole di Teseo che spiega come nella democratica Atene tutti gli abitanti sono uguali come  le pedine del gioco polis.

Le regole del gioco della petteia (polis) sono descritte da Giulio Polluce nell’Onomastikon. Secondo quanto afferma l’oratore nel 170 d.C. circa, i giocatori devono portare le pedine dall'altra parte della damiera, nella propria “polis” (città). E se la pedina viene circondata da due parti dalle pedine dell'altro colore, essa può essere eliminata.

Un'anfora di Exekias, datata 530-525 a.C., e conservata nel museo etrusco-gregoriano del Vaticano raffigura Achille e Ajace impegnati in una partita di dama, mentre muovono entrambi la loro pedina. Una prospettiva dall’alto illustrata nel gruppo di terracotta di Atene dà una visione più chiara della composizione della damiera: 42 quadrati, con 12 pedine patte distribuite in modo irregolare.

Ma arrivando ai romani, sono quattro i giochi che possono essere annoverati come antenati del gioco della dama: "Ludus duedecim scripta", "Alea", "Ludus Latrunculorum", del quarto non se ne conosce il nome. Il gioco Alea, conosciuto dopo con il nome di Tabula, era una variazione del gioco "Duodecim scripta".
Nell'uno e nell'altro gioco si presuppone che il movimento delle pedine fosse determinato dal tiro di dado. Questi due giochi sono prototipi del «tric-trac», gioco molto diffuso nel Medioevo.

Il "Ludus Latrunculorum" invece è un gioco puramente intellettuale, senza dado e senza ombra di azzardo. Il principio molto importante del gioco era la manovra delle figure fatta in modo che esse formassero un gruppo molto legato. La pedina isolata dal resto e circondata dall'avversario metteva in pericolo se stessa e tutte le altre figure dello stesso colore. Questo gioco presupponeva l’abilità tattica dei giocatori che spesso si condensava in una strategia molto comune, ovvero la formazione di solidi gruppi di pedine.

Spesso eretta a metafora del funzionamento di una buona politica di governo gli sviluppi del gioco del gioco inducevano il buon giocatore a vincere la competizione utilizzando una strategia molto comune: sacrificando qualcuna delle proprie pedine guadagnava la libertà di movimento sul retrofronte dell'avversario, ottenendo in questo modo la possibilità di una graduale conquista della fortezza.

Apparso in diversi fonti letterarie medioevali le regole del gioco appaiono spesso confuse in un mix di scacchi, tric-trac e dama. Per riuscire a ricostruire un regolamento bisogna rintracciare le varie regole che appaiono sparse nei diversi testi. La ricchezza di varianti (franco-inglese, russa, polacca, turca, canadese ecc.) e combinazioni che si sono sviluppate nei diversi Paesi non ha consentito la definizione di un regolamento comune. L'esistenza di tanti tipi di dama solo più recentemente ha avuto dei riflessi in campo internazionale, senza peraltro intaccare le varianti giocate nazionalmente sulla damiera 8x8.

Nel 1947 fu fondata da quattro federazioni (Francia, Belgio, Svizzera e Paesi Bassi) la Federazione Internazionale Gioco della dama FMJD, nata con lo scopo principale di regolare la concorrenza sul campionato del mondo. La diffusione di questo gioco, la  crescita del numero di paesi disponibili a partecipare alle competizioni e il desiderio di avere una concorrenza più regolare ha dato origine a questa organizzazione internazionale.

La FMJD fa parte di un movimento più generale rivolto alla promozione e all'integrazione degli sport della mente nelle normali arene sportive. Il concorso per il titolo mondiale va avanti con regolarità e la successione di campioni del mondo ininterrotta dai tempi della fondazione di questa organizzazione. I Paesi che spiccano in questo sport continuano ad essere Francia e Paesi Bassi, ma da dopo l’adesione nel 1956  di Canada e Russia alla Federazione è stato messo in discussione il loro dominio. Oggi infatti si possono menzionare campioni da ogni angolo del mondo. 

Il FMJD ha gradualmente ampliato il suo ambito di attività: campionati di donne sono state introdotte nel 1973 , per ragazzi nel 1971 , cadetti nel 1988 e le ragazze in 1989. Oggi, si svolgono tornei continentali in Europa, Africa , Asia e America.

Regole di base

Il gioco della dama italiana si pratica su un piano quadrato, definito damiera, diviso in 64 caselle uguali, alternativamente chiare e scure. Il gioco si svolge sulle caselle scure della damiera. Dunque, solo 32 caselle sono attive. Da sinistra a destra, fila per fila le caselle scure sono convenzionalmente numerate da 1 a 32, con lo scopo di consentire, in modo convenzionale, la trascrizione delle fasi di una partita o la memorizzazione di particolari posizioni.

La damiera comprende alcune sottoparti così denominate:

  • linee o traverse: formate dalle serie orizzontali delle caselle scure;
  • base del Nero e base del Bianco: costituite rispettivamente dalla prima traversa in alto e dall’ultima traversa in basso;
  • colonne: formate dalle serie verticali delle caselle scure;
  • sponda destra e sponda sinistra: costituite rispettivamente dalla prima colonna a sinistra ed ultima colonna a destra;
  • diagonale: formata dalle caselle 1, 5, 10, 14, 19, 23, 28, 32;
  • parallele: formate dalle caselle 4, 7, 11, 14, 18, 21, 25 e dalle caselle 8, 12, 15, 19, 22, 26, 29;
  • cantoni: costituiti dalle caselle 1 e 32;
  • biscacchi: costituiti dalle coppie di caselle 4 e 8 (biscacco del Nero) e 25 e 29 (biscacco del Bianco);
  • meta del Bianco e meta del Nero: costituite rispettivamente dalle caselle 15 e 18.

Per il gioco della dama italiana si adoperano 12 pedine bianche e 12 pedine nere. Ad un giocatore saranno assegnate le pedine di colore bianco ed al suo avversario quelle di colore nero. Negli incontri amichevoli il colore viene, di norma, sorteggiato inizialmente ed alternato ad ogni partita. Nei tornei i criteri di assegnazione del colore sono stabiliti dalla direzione di gara, in conformità a quanto previsto dal regolamento ufficiale delle competizioni.

Prima di iniziare il gioco le 12 pedine nere sono disposte sulle caselle numerate da 1 a 12 e le 12 pedine bianche sulle caselle numerate da 21 a 32. Mentre, le caselle numerate da 13 a 20 sono lasciate libere.

Il gioco consiste nello spostamento da una casella all’altra della damiera dei pezzi, pedine e dame. Queste ultime sono contrassegnate dalla sovrapposizione di due pedine di ugual colore. Sono consentite ad ogni giocatore due tipi di operazioni: spostamento semplice di un proprio pezzo “mosse” e spostamento di un proprio pezzo con cattura ed eliminazione dal piano di gioco di uno o più pezzi avversari, presa o “mangiata”. Ai giocatori è consentito, alternativamente, di effettuare una mossa per volta. Apre il gioco la mossa effettuata dal Bianco.

La pedina può essere mossa solo in avanti e in diagonale e portata dalla casella di partenza in una casella libera contigua. Con il raggiungimento della base avversaria la pedina diventa dama e viene contrassegnata dalla sovrapposizione di un pezzo catturato dello stesso colore  “damatura”. La dama può essere mossa sia avanti sia indietro, in diagonale, e portata dalla casella di partenza in una casella libera contigua.

La presa (o “mangiata”) consiste nello “scavalcare” diagonalmente ed eliminare dal gioco e dalla damiera uno o più pezzi avversari in sequenza, occupando la prima casella libera dopo il salto. La mangiata è resa possibile quando esistono pezzi “in presa”. Un pezzo si dice in presa quando giunge a contatto con un pezzo avversario, dal quale possa essere catturato, avendo una casella libera dietro di sé, lungo la diagonale di contatto.

Una pedina prende (o “mangia”) solo pedine e non dame, solo muovendosi in avanti; la dama invece prende muovendosi sia in avanti che indietro può mangiare sia pedine che dame. La presa di un solo pezzo avversario è detta "presa semplice”, la presa contemporanea di più
pezzi è detta "presa multipla” contando per una sola mossa giocata. Le pedine avversarie catturate vengono tolte dalla damiera. La presa è obbligatoria ed è vietato passare sopra i propri pezzi. A parità di numero di pezzi in presa si devono prendere i pezzi di maggior valore.

La partita può concludersi con la vittoria di uno dei due giocatori , che per primo riesce a mangiare tutte le pedine dell'avversario, oppure concludersi pari, se nessuno dei due contendenti riesce a vincere.

Regolamento tecnico

Federazione Italiana dama

Bibliografia

"La Dama Italiana dalla A alla Z" di Marcello Gasparetti

"Giocare a dama. Regole, partite, varianti" di Panella Lucio - 2008

"Giocare a dama." di Tajé Elser - 2008

"Corso completo di dama" di  Daniela Bertè 1994

Video e foto

 

 

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