Scheda sport: Kart

Strutture dove si pratica Kart

Kart

Il karting è la specialità fondamentale dell'automobilismo sportivo, corso con veicoli a quattro ruote dal telaio in tubolare d'acciaio privo di sospensioni e dotati di motore a combustione interna. I veicoli sono detti kart, variazione grafica del vocabolo inglese cart-carretto o Go-Kart, dal nome commerciale di uno dei primi esemplari disponibili sul mercato statunitense.

Cenni Storici

La storia kartistica italiana ebbe inizio nel 1957, quando Nicolò Donà Delle Rose, rampollo della nobile famiglia veneziana, acquistò un kart con motore Villiers 175 a Londra e lo portò a Milano, allo scopo di divertirsi con gli amici, sulla pista riservata agli automodelli del Circuito di Monza.

Considerato il grande successo che il kart otteneva negli USA e in Inghilterra, Donà decise di avviarne la produzione in piccola serie, affidando la realizzazione dei telai alla Fuchs di Milano, con motori statunitensi West Bend o McCulloch.

Gli esemplari prodotti andarono a ruba tra i primi appassionati italiani e utilizzati su piste cittadine o minori come il circuito dell'Idroscalo, poi denominato "Pista Rossa", o sulla Pista d'Oro di Guidonia alle porte di Roma. Tra le scuderie kartistiche nate in quei mesi, da segnalare la Birel, oggi affermata casa costruttrice del settore.

In quel periodo pionieristico, quando in Italia le gare avvenivano principalmente su circuiti cittadini realizzati nella piazza principale del paese delimitando il tracciato con delle balle di paglia, questi veicoli venivano soprannominati "cancelli" per via dell'estrema semplicità costruttiva dei telai, che somigliavano proprio ai recinti metallici, salvo poi trasformare tale vocabolo col passare del tempo in un epiteto negativo, dando vita all'espressione canzonatoria "Quel kart non va, è proprio un cancello!".

Visto il successo del kartismo che, dati i costi limitati, consentiva l'accesso allo sport automobilistico a una vasta fascia di appassionati, Donà decise di promuovere tale sport e, contemporaneamente, di realizzare macchine completamente italiane, fondando la Italkart, quale sezione di una sua azienda, la Dogi Lecco. Nel contempo anche la Parilla iniziò a interessarsi della produzione kartistica, avviando la progettazione di un motore specifico e affidandola a Cesare Bossaglia, considerato il massimo progettista italiano per motori a due tempi.

In questo periodo relativamente lungo se rapportato agli sport motoristici i kart hanno subito un affinamento tecnologico: i materiali si sono evoluti, le forme si sono affinate, le lavorazioni meccaniche hanno innalzato il livello di precisione, carburanti e lubrificanti hanno aumentato il loro livello di protezione e prestazioni, gli pneumatici hanno innalzato enormemente il loro livello di tenuta.

Una cosa però il kart non ha subito: lo stravolgimento dell'idea iniziale che ispirò le prime realizzazioni; la filosofia dell'essenziale è rimasta essenzialmente invariata: un telaio nudo in tubi, un motore dalla semplicità assoluta, 4 ruote, le posteriori prive di differenziale, totale assenza di qualunque sistema di sospensioni.

Motori e trasmissione

La prima differenziazione fra vari tipi di kart può essere fatta in base al motore: 4 tempi, 2 tempi 100 cm³ racing, 2 tempi 125 cm³ racing, 2 tempi 125 cm³,125 monomarcia:kf1;kf2;kf3

I motori 4T, divisi in derivazione industriale e racing. I primi erogano una potenza limitata (a seconda dell'utilizzo, sempre meno di 12 CV) e vengono utilizzati esclusivamente per il noleggio ad amatori privi di esperienza e per alcune categorie endurance con gare a squadre di notevole durata (anche 24 ore). I secondi vengono utilizzati in campionati dedicati e dagli amatori che vogliono manutenzioni diradate con lo svantaggio dell'elevato costo dei pezzi di ricambio rispetto a un 2t. Un esempio è il Wankel bimotore da 115 CV e il monorotore da 50 CV.

I motori 2T 100 cm³ racing erogano una potenza di oltre 27 CV con carburatore a farfalla da 24 mm (oltre 30 CV con carburatore slide da 29 mm) e possono raggiungere regimi di rotazione prossimi ai 20000 giri/min. Esistono altresì dei motori 100 cm³ 2T racing dotati di ammissione controllata dal pistone dedicati agli adolescenti, con caratteristiche simili ma con potenza di circa 20 CV, dotati di frizione centrifuga e con peso minimo inferiore.

Nel 1981, la Commissione Internazionale del Karting, diretta da Ernest Buser, modificò il regolamento, portando la capacità dei motori fino a 135 cm³ e creando la nuova "Formula K", categoria nella quale si sarebbe disputato il campionato mondiale. 7

Tale categoria restò in vigore per pochissimi anni visto il poco successo: i kart della classe 135 cm³ erano a presa diretta senza cambio come quelli 100, però molto più potenti e di conseguenza più delicati e di difficile messa a punto. Il primo Campionato del Mondo della 135cc si disputò a Parma nel 1981 e la Birel conquistò i primi tre posti con Mike Wilson, Lars Forsman e Ruggero Melgrati. Wilson si ripeté nell'82 e nell'83.

I motori 2T 125 cm³ racing erogano una potenza ben superiore ai 45 CV a 12000 giri/min circa. Sono dotati di frizione e cambio manuale sequenziale a 6 rapporti di tipo motociclistico. Anche per questi motori l'immissione può essere lamellare o tramite valvola rotante, ormai in disuso in quanto bandita nelle gare internazionali.

L'apprezzabile potenza a disposizione, il cambio meccanico ed il peso comunque limitato permettono a questi mezzi prestazioni assolute di tutto rispetto, addirittura nelle accelerazioni brevi paragonabili a quelle delle moderne F1. Basti pensare che un 125 passa da 0 a 100 km/h in meno di 4 secondi potendo raggiungere anche velocità oltre i 170 km/h, mettendosi alle spalle mezzi di ben altra cavalleria. Chiaramente i kart non sono paragonabili alle accelerazioni di qualsiasi tipo di motore.

I motori 2T 125 cm³ TaG erogano una potenza di circa 30 CV (ma alcune versioni più recenti superano i 35CV) ma raggiungono un regime generalmente limitato elettronicamente per aumentare affidabilità e durata. Sono dotati di rapporto di trasmissione fisso (tranne alcune recenti versioni dotate di 2 rapporti prodotto dalla Rotax) come i motori 2T 100 cm³ racing; ma a differenza di questi sono dotati di frizione centrifuga ed avviamento elettrico per facilitarne l'utilizzo (da cui il nome TaG: Touch and Go, in Italiano "premi e parti"). L'immissione è comunemente lamellare.

Le prestazioni dei kart equipaggiati con questi motori sono leggermente inferiori a quelle dei comuni motori 2T 100 cm³ Racing, a causa del peso delle batterie che alimentano il motorino di avviamento. Lo scopo dichiarato dei TAG, oltre alla facilità di utilizzo, è quello della limitazione delle spese di manutenzione, divenute eccessive sui comuni motori 2T racing 100 cm³ e 125 cm³, fatto che ha allontanando molti piloti amatoriali dalle gare nazionali.

Nel 2007 sono stati introdotti i nuovi motori 125 cm³ monomarcia per le categorie di livello internazionale (KF2, KF3). Questo allo scopo di limitare i costi di manutenzione, nonché facilitare l'utilizzo e la gestione anche a livello amatoriale. Infatti per regolamento tali motori devono essere equipaggiati con frizione centrifuga ed avviamento elettrico, pompa dell'acqua integrata e controalbero di bilanciamento, valvola allo scarico (non sui KF3, destinati ai piloti più giovani) nonché limitatore di giri impostato a seconda della categoria. Ovvero un'architettura simile a quella comunemente utilizzata dagli oramai classici 125 cm³ TaG che tanto successo hanno avuto grazie ai relativi monomarca.

Le categorie KF hanno assunto le seguenti denominazioni rispetto alle stagioni precedenti:

  • KF2 (dal 2013 KF) (ex 100 ICA >15 anni; 125 cm³, carburatore da 24 mm, valvola di scarico e limitatore a 15.000 giri)
  • KF3 (dal 2013 KFJ) (ex 100 JUNIOR 12-14 anni; 125 cm³, carburatore da 20 mm e limitatore a 14.000 giri)

United States Superkart Classes:

  • 250 cc Formula/E o F/E - Motore bicilindrico, 6 marce, raffreddato a liquido motori delle moto da Gran Premio classe 250, come la Honda RS250, Yamaha TZ250 o fatto per i motori di kart come il BRC250.
  • 250 cc Inter-Continental E o IC/E - motore monocilindrico, a 5 o 6 marce, raffreddato a liquido motori delle moto da Gran Premio.

Il karting è fondamentale per i giovani e giovanissimi che vogliano iniziare una carriera da pilota. I più grandi piloti di Formula 1 degli ultimi anni (Michael Schumacher (CRG e Tony Kart), Ayrton Senna (DAP), Alain Prost, Fernando Alonso (MW - Rakama Mike Wilson), Kimi Räikkönen (Gillard), Lewis Hamilton (CRG e Parolin), Giancarlo Fisichella (PCR), Jarno Trulli (All Kart - Tony Kart), Jenson Button (Tecno), solo per citarne qualcuno) sono stati dei kartisti di livello internazionale, e utilizzano ancora i go-kart per mantenersi in allenamento, disputando saltuariamente qualche gara di questa specialità. 

Commissione Sportiva Automobilistica Italiana

Regolamento karting

Bibliografia

"Go-Kart Racing Chassis Setup" di Brian Martin - Martin Motorsports Pub Co Editore 1996

"Il Manuale del Kart" IV edizione di Marco Natoli - Archimede Editore

Filmografia

"L'asso del go-kart" Regia di Stuart Gillard - 2003

Video e foto

 

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