Scheda sport: Kung Fu

Strutture dove si pratica Kung Fu

Kung Fu

Cenni storici

È avvenuta in Cina la nascita della lotta che non usava solo la forza fisica, ma anche quella mentale. Alcuni storici confermano che la lotta cinese abbia un metodo fisico-culturale basato sulla respirazione e sugli esercizi mentali praticati dai Taohisti del 1066 - 403 a. C.

La storia del Kung Fu è ambigua e contraddittoria: la maggior parte delle cose che sentiamo dire sono leggende, molto poco si sa esattamente sulla sua storia.  Le versioni più moderne e popolari sono pervenute da alcuni documenti di circa 1600 anni.

Il Kung Fu nasce nel monastero di Shaolin, nato nel 495 d.C. nella provincia Cinese di Henan. Alcuni storici sostengono che i monaci buddhisti avessero creato un metodo di autodifesa per proteggersi dai frequenti attacchi dei banditi. Altre testimonianze storiche invece attribuiscono la paternità del Kung Fu a un indiano di nome Ta Mo, arrivato in Cina per praticare il Buddhismo intorno al 525 d.C.

Secondo quanto ipotizzato, Ta Mo introdusse 18 esercizi finalizzati a favorire la concentrazione durante la meditazione dei monaci. La tecnica da lui introtta partiva dal concetto di unione di mente e corpo, ovvero la convinzione che per il raggiungimento dell’armonia assoluta i monaci non avrebbero dovuto trascurare l’allenamento fisico.

Nel 1640 scoppiò una rivolta: Pechino fu conquistato dagli insorti e l’ultimo imperatore della dinastia Ming si impiccò. Un suo generale chiese aiuto alle tribù mancesi che lo aiutarono a domare l’insurrezione ma una volta eseguito l’intervento, invece di lasciare subito il territorio, elessero un loro imperatore e dilagarono in tutta la Cina: iniziò così l’ultima dinastia cinese dell’impero, la dinastia manciù dei Ch’ing ( 1644 – 1911 ).

Il tempio Shaolin divenne un centro di resistenza dell’invasore straniero: diede asilo ai perseguitati politici mentre i monaci ed i loro allievi  non perdevano occasione per battersi contro i manciù ed i collaborazionisti. Il nuovo imperatore eletto Ch’ing inviò allora l’esercito che dopo una terribile battaglia conquistò e diede alle fiamme il millenario tempio.

Si racconta che i monaci sopravvissuti all’incendio si ritirarono nella Cina del Sud e nella provincia di Fukien dove costruirono un secondo tempio, anch’esso incendiato dopo alcuni anni dalle truppe imperiali. Il famoso tempio Shaolin del Nord fu costruito e distrutto due o tre volte ma non raggiunse più lo splendore e la fama originaria. Oltre alla distruzione ordinata dall’imperatore Ch’ing, rimane alla storia quella di Yung Cheng, suo secondo successore, il quale regnò tra il 1723 e il 1736 e viene ricordato con disprezzo dai praticanti di Kung Fu in quanto egli stesso era, se non un Maestro, sicuramente un esperto di Shaolin. 

Nel 1768 fu intrapresa un’azione repressiva ai danni di Shaolin di Honan: i monaci furono accusati di accogliere presso il tempio i ribelli e di istruirli alle Arte Marziali che erano vietate. Il tempio del Nord fu così distrutto e i monaci scampati si rifugiarono nella regione di Fukien nel monastero del Sud, che divenne quindi a sua volta il nuovo centro per la diffusione del Kung fu cinese. Fra questi vi era anche Chih Shan Chan, conosciuto anche con il nome di Gee Sin Sim See, che si presume fosse stato l’abate.

In seguito alla distruzione dei templi del Nord e del Sud, i maestri si dispersero ovunque dando origine a numerose scuole: il nome Shaolin fu da allora considerato sinonimo di nemico dell’impero e dell’ordine e per questo non venne più utilizzato e le diverse scuole adottarono le denominazioni più varie.

I praticanti inoltre, per non essere perseguitati, cominciarono a riunirsi in società segrete; gli allenamenti si svolgevano infatti in segreto, spesso di notte e i Maestri accettavano solo allievi fidati che dovevano superare prove severissime prima di poter accedere ai corsi.

Dopo secoli di sviluppo, il Kung Fu è diventato un ampio sistema contenente innumerevoli scuole e sette, infatti sono registrate più di 300 tipi distinti di stili esistenti in tutta la Cina.

Uno degli stili più diffuso è quello del’Hung Gar, detto anche Hung Kuen, che nacque nel XVII° secolo nel monastero dello Shaolin del Sud e deriva dal mitico “Kung Fu dei cinque animali”, ideato nel tempio Shaolin (giovane foresta) di Honan (Nord della Cina). Deve il suo nome a Hung Hee Gung suo fondatore e uno dei più abili allievi Shaolin: egli riuscì a combinare insieme due stili di due diversi maestri, uno esperto nella tecnica della “mano lunga” e l’altro nella tecnica della “mano corta”.

Dopo anni di studio Hung combinò i due migliori stili in quelli della tigre e della gru; oggi la scuola di Hung è riferita all’originale Shaolin Kung Fu.

Hung Hee Gung era un commerciante di tè, ma dopo aver avuto delle controversie con dei nobili Ching si rifugiò nel tempio Shaolin di Fukien dove migliorò la sua pratica delle Arti Marziali sotto la guida dell’abate Chih Shan Chan, depositario dello stile della tigre, e della monaca Yim Wing Chun, depositaria dello stile della gru, che divenne in seguito sua moglie e alla quale viene attribuita la codificazione dello stile Wing Chun. Hung combinò dunque il meglio dei movimenti della tigre e della gru, senza tralasciare le tecniche del serpente, drago e leopardo.

L’imperatore, convinto che anche il tempio di Fukien fosse divenuto un centro di addestramento al Kung fu dei simpatizzanti Ming che volevano sovvertire il governo, lo fece distruggere. Si narra inoltre che si salvarono circa trenta esperti monaci, depositari dei segreti del Kung fu dei cinque animali di Shaolin: tra di loro c’erano l’abate Chih Shan Chan e il monaco Hung Hee Gung, che si divisero per rendere difficoltoso il loro rintraccio. Hung dopo essere fuggito nella provincia del Kwantong non dimenticò mai di avere la responsabilità di trasmettere la tradizione di Shaolin; fu così che si dedicò segretamente all’insegnamento del Kung Fu Shaolin.

Nel 1813 circa, il governo Ch’ing tolse il divieto di pratica delle Arti Marziali, nella speranza di avvicinare la popolazione a sé e per poter poi contrastare i colonialisti bianchi.

Pertanto Hung ritornò a casa a Canton e fondò una sua scuola che chiamò Hung Gar (pugilato della famiglia Hung ) e non Shaolin in quanto era consapevole che se anche il governo Ch’ing aveva tolto il divieto della pratica del Kung fu, manteneva sempre un rigido controllo su coloro che sarebbero potuti essere ex allievi di Shaolin.

Il nuovo stile fu accettato e praticato in tutta la regione e di lì a poco, grazie al M° Hung , si diffuse in tutta la Cina del Sud ed ottenne il riconoscimento come il migliore stile fra le cinque migliori famiglie( scuole ) del Kwantung-Hung, Choy, Lau, Li, Mok- ovvero i cinque monaci che dopo essere scampati alla distruzione del tempio di Fukien fondarono i cinque grandi stili del Sud, rispettivamente Hung Gar, Choy Gar, Lau Gar, Li Gar e Mok Gar.

Hung Hee Gung tramandò lo stile a Luk Ah Tsai ( Lok Ah Choy ), che fu un gran combattente e contribuì alla divulgazione dello stile e a lui si deve la codificazione della forma dei cinque animali e cinque elementi (Sap Ying Kuen). Seguì Wong Tai e poi suo figlio Wong Kay Ying, noto per essere uno delle dieci tigri “Sap Fu” (termine usato per indicare i 10 combattenti cinesi più bravi). Suo figlio Wong Fei Hung, che visse nel XX° secolo, fu un esperto medico e passò alla storia per le sue imprese eroiche; è a lui che si deve la codificazione della forma della tigre e della gru (Fu Hok Seung Ying Kuen), che fu creata da Hung Hee Gung e da sua moglie Yim Wing Chun. Suoi successori furono Lam Sai Wing, morto nel 1949 e abilissimo nel combattimento nonché esperto di ortopedia cinese, e Tang Fung. Dopo di loro i più significativi allievi di Lam Tsai Wing sono stati Chan Hon Chiung, Lam Jo, Chiu Kao, mentre successore di Tang Fung è stato designato Yuen Ling.

Regole di base

Il Kung fu non è una singola disciplina ma l’insieme dei sistemi marziali elaborati nei secoli e generalmente denominati quan (lett. “pugilato”). La maggior parte di essi prevede sia la pratica a mani nude (quanfa – “tecnica pugilistica” o quanshu “arte pugilistica”) che con armi.

Le tecniche utilizzate nel combattimento a mani nude sono raggruppate nelle “quattro tecniche offensive” (siji) 四擊): calciare (ti 踢), colpire con la mano o il braccio (da 打), proiettare (shuai 摔), eseguire una chiave articolare (na 拿 ).

Oltre alle quattro tecniche principali ne esistono anche altre come: colpire con la testa (touji 頭擊), con le ginocchia (xizhuang 膝撞), con spalle, anche, petto o schiena (kaofa 靠法), con la punta delle dita trafiggendo (zhichuan 指穿) o graffiando come un artiglio (zhuafa 抓法), ecc.

L’allenamento del wushu è fondato sugli “otto metodi” (bafa 八法), cioè: braccia (shou 手), occhi ( yan 眼), tecnica del corpo (shenfa 身法), passi e posizioni (bu 步), concentrazione (jingshen 精神), energia/fiato (qi 氣), forza (li 力), abilità/allenamento (gong 功). I primi quattro metodi si riferiscono all’uso del corpo (braccia, gambe, tronco, sguardo); gli altri quattro allo sviluppo delle abilità psicofisiche necessarie a rendere la tecnica efficace.

 

Bibliografia e Filmografia

Titolo: QI XING TANG LANG QUAN -I SEGRETI DELLA MANTIDE RELIGIOSA Autore: D`ARIA ANGELO Anno 2013

Titolo: QI XING TANG LANG QUAN Autore: FABBRICATORE CLAUDIO Anno 2013

Titolo: PAK HOK PAI - KUNG FU TIBETANO DELLA GRU BIANCA Autore: TONTI CARLO Anno 2013

Titolo: KUNG FUSION Regia: STEPHEN CHOW Anno 2004

Video e Foto

 

 

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