Scheda sport: Mountain Bike

Strutture dove si pratica Mountain Bike

Mountain Bike

Il mountain biking è uno sport che consiste nella guida di particolari biciclette su terreni sconnessi. Le biciclette adoperate per questo sport sono chiamate mountain bike, e sono appositamente progettate per aumentarne la robustezza e l'efficienza su terreni irregolari. Si tratta di uno sport individuale che richiede resistenza fisica e mentale, equilibrio, capacità di guida e autosufficienza.

Cenni storici

Un esempio di mountain biking ante litteram è quando i ciclisti da strada usavano le bici da ciclocross per rimanere allenati durante l'inverno. Il ciclocross è poi diventato uno sport a sé nel 1940, con il primo campionato mondiale nel 1950. 

Nel 1955 ciclisti fuoristrada del Regno Unito fondarono la Rough Stuff Fellowship, mentre nel 1966 in Oregon D. Gwynn, un membro del Chemeketan club, costruì una bicicletta da sentieri sconnessi e la chiamò "mountain bicycle", possibile primo uso di questo nome.

In Inghilterra, nel 1968, il trialista motociclistico Geoff Apps iniziò a studiare una bicicletta fuoristrada, e nel 1979 aveva sviluppato una bicicletta leggera che usava gomme da neve da due pollici x 650b destinata all'uso su terreno bagnato e fangoso, tipico del sud-est del suo paese, e ne venne prodotta anche una versione da 700c.

Negli USA, diversi gruppi di ciclisti hanno avuto un ruolo importante nella nascita del mountain biking. In Colorado a Crested Butte, e in California a Cupertino e Marin County nella seconda metà dei settanta venivano modificate vecchie biciclette "cruiser" di Schwinn (in particolare la Schwinn Excelsior) con freni migliori, manubri da motocross e gomme più larghe per gareggiare giù per le strade tagliafuoco. Queste biciclette venivano chiamate klunker (catorcio), e to klunk divenne anche il verbo che indicava l'attività del mountain biking, che ancora non esisteva.

Solo a cavallo fra gli anni settanta e ottanta i costruttori di biciclette da strada iniziarono a produrre biciclette leggere e tecnologicamente adatte alla montagna; il primo, si ritiene, è stato Joe Breeze nel 1978. Le prime mountain bike erano sostanzialmente telai da corsa con tubature più robuste e geometria diversa, gomme più larghe, il manubrio dritto e alcune parti provenienti dalla BMX. Montavano un cambio a deragliatore a 15 velocità, con tre corone e cinque pignoni.

Nei primi anni ottanta furono vendute le prime due mountain bike prodotte su larga scala: la Specialized Stumpjumper e la Univega Alpina Pro

A quel tempo le mountain bike erano ritenute una moda passeggera dall'industria della bicicletta. In particolare, proprio grandi produttori come Schwinn e Fuji non riuscirono a prevedere l'esplosione degli sport d'avventura, e i primi produttori furono dei pionieri come Ritchey, MountainBikes e Specialized.  

Nei vent'anni a cavallo del 2000 la mountain bike è passata dallo status di sport poco conosciuto a quello di uno dei più popolari. Biciclette ed equipaggiamenti che una volta erano disponibili solo in negozi specializzati o per corrispondenza ora sono in qualunque negozio di biciclette.

 Le mode del 2010 includono biciclette da all mountain, 29er e singlespeed. Una bici da all mountain di medio livello, con escursioni da 120-150 millimetri, permette di affrontare terreni molto impervi pur rimanendo pedalabile in salita. Le 29er sono il primo tentativo (di successo) di non rispettare lo standard delle ruote da 26 pollici, usate sin dalle prime vere mountain bike. Le singlespeed invece si possono considerare un ritorno alla semplicità, eliminando i deragliatori e affidandosi a un solo rapporto di trasmissione. A seguire la via aperta dalle 29er, sono state prodotte anche mountain bike da 27,5 pollici (650b) e le cosiddette fat bike, biciclette con gomme larghe anche 10 centimetri, adatte alla neve e terreni molli.

Sempre in questi anni sono stati aperti un gran numero di bike park, aree attrezzate come percorsi a ostacoli o più simili a stazioni sciistiche dove però si scende in mountain bike su piste di terra, con salti ed altri ostacoli.

L'Unione Ciclistica Internazionale UCI ha riconosciuto la mountain bike come sport ufficiale relativamente tardi. I primi campionati del mondo risalgono al 1990, quando a Durango in Colorado furono disputate gare di cross country e downhill: i primi campioni del mondo furono Ned Overend e Juli Furtado nel cross country e Greg Herbold e Cindy Devine nel downhill.

L'anno successivo si tenne la prima edizione della coppa del mondo, con un circuito di nove prove nel solo cross country. John Tomac si impose tra gli uomini mentre Sara Ballantyne tra le donne.

Fino al 1992 il circuito della coppa prevedeva solamente gare di cross country, dal 1993 si affiancò anche il downhill. Nel 1998 si aggiunse anche il dual slalom, specialità in cui gli atleti affrontavano uno slalom parallelo lungo un pendio. Nel 2001 fu aggiunta anche la cronometro (time trial, TT), importata dai circuiti nordamericani che tuttavia rimase in calendario per un solo anno.

Dal 2002 dual slalom fu sostituito dal four-cross, specialità affine al boarder cross dello snowboard, in cui quattro atleti si affrontano su un percorso caratterizzato da salti, curve e sponde, quasi interamente artificiale.

Le stesse quattro specialità sono inserite nel programma dei campionati del mondo e dal 2003 fu introdotta anche una prova di marathon, che dall'anno successivo prevede una competizione mondiale a sé. Dal 2005 al 2009 fu disputata anche la Marathon world series, sorta di coppa del mondo della specialità.

Nel 1996, in occasione dei Giochi della XXVI Olimpiade, la gara di mountain bike specialità cross country, fu aggiunta agli eventi dei Giochi olimpici estivi. L'olandese Bart Brentjens e l'italiana Paola Pezzo furono i primi campioni olimpici della specialità.

Le discipline

Il mountain biking è uno sport che contempla sia l'agonismo che l'attività ricreativa o salutistica.

Alcune di queste discipline hanno uno stampo più marcatamente agonistico e sono definite e regolate da organizzazioni nazionali ed internazionali; tuttavia queste possono essere praticate in maniera dilettantistica tanto quanto quelle più ricreative, così da rendere difficile separarle fra due nette categorie. Inoltre il mondo del mountain biking è in continua evoluzione: ciò che oggi è divertimento domani potrebbe essere anche competizione, o viceversa.

Il mountain biking può in generale essere diviso in diverse categorie: cross country, cicloescursionismo, enduro, downhill, freeride, slopestyle, dirt jumping e trial. La gran parte del mountain biking però ricade nella "pedalata" non agonistica delle categorie cross country e cicloescursionismo.

Cross country
Il cross country (XC) è la disciplina della mountain bike più vicina al classico ciclismo. Prevede di percorrere strade di campagna o forestali e comunque carrabili, e sentieri di difficoltà tecnica bassa o moderata in cui la capacità di guida è seconda alla resistenza fisica. Generalmente chi si avvicina al mountain biking passa per il cross country proprio per questa sua caratteristica, oltre al fatto che le mountain bike di minor valore non sono adatte a percorsi più difficili.

Secondo l'UCI la competizione di cross country avviene fra più corridori, dura 1-2 ore su circuiti di 4-10 chilometri (variabili a seconda delle categorie) che includono i vari tipi di terreno suddetti e con punti di rifornimento e assistenza tencica. Sono previste diverse varianti come l'XC eliminator e l'XC time trial, oltre che l'XC marathon. Dal 1996 è uno sport olimpico.

La marathon o granfondo (MX, XCM o GF) identifica le gare di cross country in cui il tracciato, percorso una sola volta, supera i 60 Km. Tali gare vengono corse in zone collinari e montane, il dislivello complessivo può superare i mille metri e possono durare più di tre ore. Dal 2003, l'UCI ha istituito un campionato mondiale per questa categoria.

Downhill
Il Downhill (DH) è una disciplina gravity che si svolge completamente in discesa lungo piste di massimo 3,5 Km preparate su pendii anche molto ripidi e con ostacoli naturali o artificiali, come salti, gradoni alti anche più metri e sezioni sconnesse di rocce e radici. È una delle discipline che rientrano nell'ambito gravity, facendo affidamento alla forza di gravità per la propulsione.
I downhiller possono indossare protezioni molto robuste e casco integrale con mascherina, in stile motocrossistico, raggiungendo anche gli 80 km/h.

Come competizione si svolge a cronometro individuale, ed è inserito nel calendario UCI della coppa del mondo dal 1993 ed è abbinato agli eventi di dual slalom e four-cross, e a volte anche di cross country. I mondiali si svolgono, dal 1990, tra la fine di agosto e la prima metà di settembre.

Una variante del downhill è la downhill marathon, in cui i concorrenti partono in massa e discendono un lungo percorso dalle caratteristiche simili a quelle del downhill, partendo da una montagna e arrivando in fondo. Una di queste competizioni è la Megavalanche. Per praticare questo sport i downhiller si recano in luoghi con impianti come quelli sciistici, i bikepark. Una meta italiana internazionale è Pila in valle d'Aosta e il Bike Park in Val di sole. I bikers costruiscono delle piste anche da soli, il trailbuilding.

Cicloescursionismo
Il cicloescursionismo o all mountain (AM) è l'uso ricreativo della mountain bike su sentieri tipicamente di montagna, adatti all'escursionismo e di difficoltà variabile. Il cicloescursionista condivide con l'escursionista classico lo stesso amore e lo stesso rispetto per la montagna, che lo portano ad affrontare passeggiate o avventure di variabile impegno fisico e difficoltà tecnica. Così come l'escursionismo può essere considerato fase preliminare dell'alpinismo, le forme più estreme di cicloescursionismo che possono compiersi in alta montagna prevedono l'uso di tecniche trialistiche e pratiche come il portage (caricarsi la bici in spalle) e in alcuni casi persino di smontare la bicicletta per trasportarla a pezzi, o indossarla come zaino ed arrampicarsi, per superare tratti altrimenti inevitabili. Per questi casi è in uso il termine cicloalpinismo. Questa disciplina così legata alla montagna si è sviluppata in particolare a partire dal 2000 in Austria, grazie ai Vertriders.

Enduro
L'enduro non è altro che l'all mountain posto in forma di gara: le salite non sono cronometrate, pur essendoci dei tempi massimi da rispettare, ma sottraggono energie all'atleta che dovrà gestire le proprie riserve per sprigionarle in discesa, nelle prove cronometrate. Le biciclette da enduro sono simili a quelle da all mountain, ma più orientate alla discesa e con sospensioni capaci di sopportare maggior stress.

L'enduro così inteso si è sviluppato a partire dal 2003 in Francia, con Fred Glo, e dal 2008 in Italia con Franco Monchiero ed Enrico Guala e la Superenduro. Il principale motivo per cui è nato, secondo i promotori, è che cross country e downhill erano diventati troppo specializzati e soprattutto professionali. L'ambiente dell'enduro invece conserva lo spirito a tutto tondo della mountain bike, e mantiene la componente di divertimento di questo sport.

È bene precisare che nel mondo anglosassone, in particolare negli USA, con all mountain si intende anche l'enduro non agonistico, cioè l'uso della mountain bike su sentieri montani più orientato alla guida veloce che all'escursionismo. Qui, infatti, al 2014, l'enduro non è ancora un formato diffuso.

Freeride e slopestyle
Il freeride (FR) è una disciplina gravity che pone l'attenzione sullo stile, le manovre aeree e le parti tecniche dei percorsi. Il suo nome deriva dal freeride sulla neve in cui si intende scendere per un pendio naturale senza un percorso preciso, né obiettivi né regole. Nel mountain biking si intende invece percorrere un tracciato nella maniera più creativa possibile, includendo stile, ampiezza nelle evoluzioni, controllo e velocità. Si ritiene che la prima volta che si è parlato di freeride nel campo della mountain bike sia stato negli anni novanta sulla North Shore, area della Columbia Britannica a nord di Vancouver (Canada), dove alcuni sentieri venivano preparati con strutture come salti e passerelle sopraelevate. Nel freeride più estremo sono possibili salti di oltre 10 metri. Il freeride più orientato allo stile diventa slopestyle.
 
Lo slopestyle o freestyle è assimilabile in un certo senso a discipline come la BMX o lo skateboard, gli eventi di slopestyle si svolgono su appositi percorsi che esaltano il funambolismo dei rider, atleti che puntano non solo alla velocità come i downhiller, ma anche allo stile. I percorsi sono caratterizzati da rampe che permettono i cosiddetti "big air", ovvero salti enormi che permettono durante la fase aerea di compiere evoluzioni particolari (trick o figure). Il punteggio viene attribuito in base a criteri come la fluidità, lo stile e la difficoltà dei trick. Importanti eventi sono organizzati da Red Bull, Adidas e Nissan: la prima organizza la Red Bull Rampage, contest in cui gli atleti si sfidano in drop (cadute quasi verticali) ed evoluzioni da una montagna a Kolob in Utah; sempre Red Bull ha organizzato le Red Bull District Ride che hanno portato lo slopstyle in città come Norimberga e Catania; Adidas organizza diversi eventi tra cui l'Adidas Slopestyle che negli ultimi anni si è tenuto a Saalbach.
 
Four-cross

Il four-cross o mountain cross (4X) è una competizione gravity ad eliminazione tra quattro biker in brevi tracciati artificiali, con salti e ostacoli. È una disciplina ciclistica riconosciuta dall'UCI. Si avvicina sia al downhill, in alcune caratteristiche, sia al BMX. Deriva però evidentemente dallo skicross e allo snowboard cross. Gli atleti più noti sono Brian Lopes, Eric Carter, Cédric Gracia e Michal Prokop, tra le donne Jill Kintner, Anneke Berteen, Melissa Buhl e Katrina Miller. Si svolge con quattro rider che scendono contemporaneamente sullo stesso percorso in discesa, non necessariamente ripida, affrontando salti di vario tipo. Da regolamento una gara di 4X dura al massimo un minuto. La partenza avviene con un cancelletto automatico a comando elettronico. Durante le manche capita che ci siano contatti fisici tra i vari rider, ciò è tollerato a parte casi estremi.

È stato inserito nel calendario UCI della coppa del mondo dal 2002 al 2011, abbinato agli eventi di downhill e cross country. Nel 2012 è stato sostituito dall'XC eliminator.

Altre discipline

Dual slalom
Una gara a due svolta in brevi circuiti paralleli con salti, curve e ostacoli. È stato inserito nel calendario UCI della coppa del mondo dal 1998 al 2001 ed era abbinato agli eventi di downhill. I mondiali si sono svolti in due sole occasioni, nel 2000 e nel 2001. È stato sostituito, sia in coppa, sia nei mondiali dal 2002 dal four-cross.
Dirt jumping
Abbreviato in DJ è la pratica di percorrere rampe di terra costruite in successione in modo da stare in aria il più tempo possibile. Lo scopo è compiere acrobazie aeree, quindi si preferiscono mezzi piccoli, leggeri e semplici, purché robusti: le cadute infatti sono frequenti e generalmente da altezze considerevoli.
Urban/Street
Si tratta essenzialmente dello stesso freestyle in BMX, in cui si compiono acrobazie nell'ambiente urbano. Le biciclette sono le stesse usate nel DJ, con ruote da 24 o 26 pollici. Sono semplici e leggere, e al massimo hanno un'escursione anteriore di 100 millimetri.
Singlespeed
Generalmente applicata all'XC e all'AM, non può definirsi disciplina a sé, quanto piuttosto una corrente di pensiero interna al mountain biking, secondo la quale è preferibile non avere il pensiero e la complessità di molti rapporti di trasmissione, guadagnano in semplicità, robustezza e leggerezza. Il singlespeed richiede un'ottima gestione delle energie da parte del biker e gli sono dedicate alcune competizioni apposite. Da non confondere con la bicicletta a scatto fisso.
24 ore ed endurance
Sono gare di durata a squadre su un circuito perlopiù sterrato. Vince la squadra che nel tempo stabilito percorre il maggior numero di giri.
Orientamento 
Chiamato anche MTBO, prevede l'uso di cartine cosiddette mute, con le quali bisogna orientarsi per coprire un percorso identificato da precisi punti di passaggio (lanterne) su un terreno che può essere sia urbano sia naturale.

Federazione Ciclistica Italiana

Regolamento Mtb/Trial

Bibliografia

"La mountain bike. Tecnica e allenamento" di Diamantini Simone - Elika Editore 2012

"Guidare la mountain bike. Tecnica di base e nozioni evolute. Gestione dei percorsi e della gara" di Lanciotti Simone - Hoepli Editore 2012

"Bike tricks. Come spingere la bicicletta oltre i limiti del possibile" di Limatore Alberto - Ediciclo Editore 2011

"Guida completa alla mountain bike" De Vecchi Editore 2008

Video e foto

 

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