Scheda sport: Nuoto

Strutture dove si pratica Nuoto

Nuoto

Il nuoto è l'attività motoria che permette il galleggiamento e il moto del proprio corpo nell'acqua. Oltre ad essere uno sport olimpico è un'attività ricreativa.

Cenni storici

La storia del nuoto trova le sue origini sin dall'antichità, oltre 7000 anni fa, come testimonia il rinvenimento di pitture rupestri rappresentanti uomini nell'atto del nuoto risalenti all'Età della pietra. Sport acquatico dalla storia ultra millenaria, viene inserito nel programma olimpico fin dai Giochi della I Olimpiade.

Nell’800 gli inglesi erano considerati i migliori nuotatori del mondo. La prima società di nuoto infatti fu fondata da un gruppo di studenti di Eaton, in Inghilterra nel 1828. Ispirandosi all’esempio della classicità, per cui il nuoto era un qualcosa di legato alla sacralità religiosa.

Coloro che non sapevano nuotare (i non-nantes) venivano iniziati scaraventandoli al fiume, a volte sotto la supervisione di “istruttori” che magari non sapevano neanche nuotare. Questo passaggio da rito sacrale a esercizio fisico fu sancito con la pubblicazione da parte del Sergente Leahy del libro “l’arte del nuoto nello stile di Eaton”.

Lo stile di Eaton, definito da Leahy una scienza, era caratterizzato da una bracciata particolarmente lenta, mentre i piedi consentivano l'avanzamento. C’era anche il tuffo alla Eaton.

Dopo l’epoca elisabettiana, in cui il modello di stile erano i movimenti del cane che nuotava, furono i movimenti della rana ad essere presi come esempio di nuotata perfetta ed elegante. Si tenevano rane in tinozze a fianco delle piscine come modello e tutti ammiravano il movimento a elica delle loro gambe sotto il ginocchio. Gli istruttori a bordo vasca, distesi con la pancia sul blocco di partenza, illustravano ai piccoli allievi la corretta esecuzione della gambata a rana. In inghilterra si continuò a nuotare solo a rana fino al 1873. Nel corso del secolo lo stile a rana venne adottato anche dai tedeschi, che l'apprendevano tra le tecniche dell’addestramento militare in quanto ritenuto lo stile che consentiva l’uso migliore della potenza delle gambe tedesche.

Il nuoto penetrò a fondo nella cultura dei tedeschi che instaurarono con questo sport un rapporto profondo. Basti pensare ai tanti nomi di campioni legati a questa terra. Tra il 1870 e il 1890 John Arthur Trudgen introdusse il crawl in Inghilterra, uno stile appreso dai nativi americani durante un suo viaggio in Sud America.

Le braccia erano portate alternativamente avanti e il corpo ruotava da una parte all’altra. Il colpo di gambe era una sforbiciata a rana con un colpo di gambe ogni due bracciate. L’efficacia del nuovo stile fu dimostrata da F.V.C. Lane nel 1901, nuotando 100 metri in 1:00.0, con un miglioramento di circa 10 secondi rispetto il record a rana. Divenuto ben presto popolare in tutto il mondo, questo stile fu la prima versione europea del crawl nuotato oggi.

Fino al 1830 era consuetudine nuotare completamente nudi; nonostante le forti resistenze all’imposizione di una qualsiasi forma di indumento da bagno, verso la metà del 1850 vennero istituiti per gli uomini l'uso di mutandoni fino alle ginocchia, mentre per le donne completi che arrivavano alle caviglie, con tanto di cintura, pantaloni a sbuffo e gonnellina.

Solo dopo il 1918, alla lana si sostituì il cotone che una volta bagnato tendeva a diventare trasparente e ad aderire al corpo rivelando più di quanto non nascondesse. Ancora una volta un divieto del genere finì con accentuare l’attenzione morbosa che come al solito può destare un'iniziativa di questo tipo. Nelle canzonette dell’epoca si sentiva l’entusiasmo per il nuoto e la vita balneare. Una diffusione del genere ben presto portò famosi nuotatori del tempo a sfidarsi in gare di nuoto ospitati in vasche erette presso palazzi pubblici.

L’idea di gareggiare nel nuoto la troviamo come una presenza significativa solo a partire da questo secolo, durante il medioevo infatti il nuoto non era concepito come competizione sportiva.

La tradizione del nuoto italiano moderno ebbe inizio nel 1891, quando Achille Santoni fondò a Roma la Società Rari Nantes, con sede sul Tevere. Passarono sette anni e, nelle acque del lago di Bracciano si disputò la prima manifestazione a livello nazionale, anche se i campionati italiani ufficiali esordiranno nel 1919 (1921 per le donne). Il 28 ottobre 1928 il Coni riconobbe la Firn, che cambiò il nome in Federazione Italiana Nuoto FIN.

Regole di base

Affinché un corpo si sposti sull'acqua, occorrono: il galleggiamento, in quanto un corpo galleggia se la sua superficie esposta direttamente all'acqua è sufficiente in rapporto al suo peso, la propulsione, ottenuta grazie ai movimenti coordinati di braccia e gambe, e infine la respirazione, per cui respirare nell'acqua, nel nuoto, significa imparare a ispirare al di sotto della superficie, ed a espirare sott'acqua, in modo fluido, ottimizzato e sincronizzato ai movimenti dello stile.

Nel nuoto possiamo distinguere quattro stili, ognuno con le proprie caratteristiche di equilibrio e di stabilità.

Farfalla/Delfino

La farfalla chiamata anche delfino, è un culto nel mondo del nuoto. E’ uno stile simmetrico: la parte destra e la parte sinistra del corpo effettuano gli stessi movimenti, in equilibrio rispetto all'asse centrale del corpo nel senso della lunghezza.

Il movimento è composto da una fase ascendente e da una fase discendente. Si effettua mantenendo il corpo in posizione prona. I movimenti compiuti, sia dagli arti inferiori che da quelli superiori, devono essere eseguiti sullo stesso piano orizzontale.

La gambata si articola in due fasi, una discendente e una ascendente. La prima consiste in un movimento ondulatorio che fa immergere prima le ginocchia leggermente flesse, poi i piedi. Quando le gambe tornano in superficie seguendo sempre il movimento ondulatorio si ha la fase ascendente.

Le braccia intanto effettuano un movimento di rotazione completo, per tutta la lunghezza degli arti, mentre i piedi vengono richiamati verso i glutei e poi spinti velocemente indietro per generare una fase di spinta. Possiamo scomporre il moto delle braccia in quattro fasi:

  • appoggio/presa, le mani entrano in acqua simultaneamente, davanti alla testa e comunque all'interno dell'ipotetica ampiezza delle spalle;

  • trazione, le braccia si muovono fino ad una profondità di 20-30 centimetri;

  • spinta, continuano una potente propulsione fino a distendersi completamente sfiorando le cosce. La potenza di quest’atto permette non solo di avanzare, ma anche di sollevare a sufficienza la testa e le spalle per permettere l'ispirazione, infatti la respirazione in questo stile è una questione di sincronismo, ritmo e fluidità.

  • recupero, una volta che le mani hanno sfiorato le cosce si riportano le braccia distese appena al di sopra del pelo dell'acqua immergendo le mani davanti alla testa, leggermente interne rispetto alla linea delle spalle per iniziare un nuovo ciclo.

Rana

La rana come la farfalla è una nuotata simmetrica, essa però differisce dagli altri stili non solo per i rapporti propulsivi ma anche perché è l’unico a non avere una fase di spinta a livello delle braccia.

Il movimento delle braccia comporta due fasi: una prima di trazione con le mani, ed una seconda di ritorno delle mani verso l'avanti, nel punto dove è situato l'inizio e la fine del movimento. Intanto il movimento delle gambe è distinto in tre fasi concatenate, le prime due generano la spinta, mentre il movimento ha inizio e si conclude nella terza fase.

 

  • ripiegamento delle gambe mentre i piedi si avvicinano alle natiche,

  • orientamento della pianta dei piedi verso l'esterno e distensione simultanea delle gambe verso l'esterno e la parte posteriore del corpo,

  • ripiegamento delle gambe l' una contro l'altra, mentre le braccia sono distese.

Anche qui è fondamentale la respirazione che si effettua nel modo seguente: inspirazione al termine della fase di trazione delle braccia, espirazione durante tutta la fase di ritorno delle mani in avanti. L'inspirazione è corta e potente, effettuata con la bocca. L'espirazione è più lunga e più profonda, effettuata con la bocca ed il naso.

Dorso

Il dorso è il solo nuoto dorsale, ovvero in cui il corpo sta supino. A differenza degli stili a farfalla e rana è asimmetrico, ovvero la parte destra del corpo effettua movimenti inversi o piuttosto opposti in rapporto ai cicli dei movimenti prodotti dalla parte sinistra.

Si inizia con le braccia allungate, la mano nell'acqua giusto sotto la superficie col palmo verso l'esterno. I movimenti del braccio destro e sinistro sono opposti: quando una mano inizia il ciclo (in alto), l'altra a terminato la sua fase di spinta (in basso) e si appresta a ritornare. La prima fase della trazione rappresenta una apertura del braccio in forma di arco di cerchio, la mano che resta orientata con il palmo verso la parte bassa del corpo per conservare una superficie massima di contatto con l'acqua (ci si serve allora della mano e dell'avambraccio). Mano e braccia non affondano nell'acqua, ma restano sotto la superficie. Alla fine della prima fase (trazione), la mano si riavvicina al corpo per prepararsi alla fase di spinta (movimento posto al di sotto delle spalle) che si effettua con la mano lungo il corpo (si ha allora più potenza nel braccio).

Non esitiamo a spingere sino a spiegare completamente il braccio. Infine, la fase del ritorno in aria del movimento, braccio ben diritto, viene a rimpiazzare la mano all'inizio del ciclo seguente. Non vi è nessuna relazione diretta tra il ritmo delle gambe e quello delle braccia; ognuno troverà il ritmo ed il sincronismo più soddisfacente. Lavora una sola gamba alla volta. Ciascuna di esse risale e ridiscende alternativamente ma comunque in modo sufficientemente rapido. L’energia è quindi riposta in una gamba per volta.

Per quanto riguarda la respirazione possiamo dire che grazie alla posizione in cui viene praticato questo stile è resa relativamente facile, sebbene vada fatta secondo una precisa tecnica. Quando una delle due braccia passa all'altezza del viso, durante la fase di ritorno in aria, provoca uno schizzo d'acqua più forte dell'altro: si espirerà sul passaggio di questo braccio (schizzo forte), e si ispirerà durante il passaggio dell'altro braccio (schizzo debole).

Crawl/Stile libero

Il crawl o stile libero è quello che i puristi chiamano il principe degli stili, e di fatto è lo stile nel quale l’uomo raggiunge la massima velocità in acqua.

Lo stile libero è un nuoto asimmetrico. Il movimento delle braccia si compone di tre fasi: la messa a posto (o presa d'appoggio), ossia quel breve momento durante il quale la mano si posiziona correttamente per l'appoggio, subito prima della trazione; la fase di trazione, che consiste in un movimento di leggero arco di cerchio verso l'esterno al fine di rispettare il movimento naturale del braccio. A livello della spalla, e prima di iniziare la fase di spinta, la mano torna a posizionarsi più verso il centro del corpo, il braccio si piega, ed il gomito si posiziona a l'esterno rispetto alla mano così il braccio è pronto per la spinta; la fase di spinta, che consiste nel concludere il tragitto in acqua del braccio lungo un leggero arco di cerchio questa volta orientato verso l'interno, posizionando sempre il palmo della mano verso il basso del corpo per conservare una buona superficie di spinta. Al termine della spinta, la mano si riposiziona maggiormente verso il lato del corpo in modo da fuoriuscire dall'acqua all'altezza della coscia, ha così inizio la fase di recupero.

Il movimento delle gambe, così come nel dorso, sono i battiti, ossia si tratta di impulsi sciolti che si danno alle gambe, amplificati dai piedi in un movimento dall'alto in basso. Anche in questo stile pertanto lavora una sola gamba alla volta. Ogni due o tre movimenti delle braccia, si girano le spalle su di un lato così come la testa, per permettere la respirazione laterale. Si parla di respirazione ogni due tempi (sempre dallo stesso lato), tre tempi (a destra e poi a sinistra), 4 tempi, etc.. Il ritmo normale di respirazione in allenamento è di tre tempi.

Federazione Italiana Nuoto

Regolamento tecnico nuoto

 

"Il mio desiderio più forte è che anche i miei avversari siano al top: così se vinco, la mia vittoria avrà un valore doppio, e se perdo, avrò perso contro dei super concorrenti." Filippo Magnini

 

Bibliografia

"Con tutto il nuoto del mondo" di Maurizio Mastrorilli - 2014

"Nuotare. Perchè amiamo l'acqua" di Lynn Sherr - 2013

"Esercizi di nuoto. Stili, virate, partenze e arrivi. 128 esercizi per tutti" di Guzman Ruben J. - 2013

"Swimming anatomy. 74 esercizi per la forza, la velocità e la resistenza nel nuoto con descrizione anatomica" di Ian McLeod  - 2011

Filmografia

"Come un delfino" Regia di Stefano Reali - Miniserie televisiva Italia 2011

"Pride" Regia di Sunu Gonera - USA 2007

"Agua" Regia di Veronica Chen - 2006

"Una bracciata per la vittoria (Swimming Upstream)" Regia di Russell Mulcahy - Australia 2003

Video e Foto

 

 

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