Scheda sport: Rally

Rally

Brevi cenni storici

Il rally nasce in Europa all’inizio del XX Sec. Questa specialità si distingueva dalle altre gare automobilistiche in quanto le autovetture anziché su un circuito competevano su lunghe distanze.

Essendo un misto tra gare di durata e di regolarità, l’affidabilità della vettura e le capacità del pilota erano gli elementi che facevano la differenza. In questo primo periodo il rally era una disciplina praticata da pochi amatori; le case automobilistiche infatti inizieranno a considerare le gare come un importante banco di prova per le soluzioni tecniche da adottare nella produzione di serie solo dopo gli anni ‘60.

Le automobili che gareggiavano erano praticamente auto da strada, non avevano un motore particolarmente potente, piuttosto venivano privilegiate le tecnologie mirate ad ottenere la massima affidabilità e resistenza, e dotandole unicamente di equipaggiamenti specifici, come i fari supplementari, antinebbia e protezioni per la coppa dell’olio. I chilometraggi importanti, la durata delle gare, e l’imprevedibilità dei percorsi che potevano prevedere strade sia asfaltate che sterrate dava a questa competizione la connotazione di prove di resistenza e di velocità a cronometro.

Nel 1953 si svolse il primo “Campionato d’Europa di Gran Turismo”, evento col quale si fa convenzionalmente coincidere l’inizio della storia dei campionati di rally sportivi. La competizione venne concepita come un evento sportivo che da lì in poi si sarebbe dovuto tenere ogni anno, e la classifica dei piloti era determinata in base ai risultati di un certo numero di gare di Gran Turismo.

Gli eventi di questo primo anno sono i Rally di Montecarlo, una sfida invernale su strade asfaltate molto spesso coperte di neve e ghiaccio; di Gran Bretagna, dove si corre tra i boschi con un percorso segreto; dei Tulipani, disputato in Olanda su un tracciato meno difficile, ma più veloce; del Sole di Mezzanotte, una sfida tra i ghiacci della Finlandia in pieno inverno; delle Alpi, dei Vichinghi, di Lisbona e la Liegi-Roma-Liegi.

A questi si aggiungeranno il Rally dei Fiori, un percorso molto tortuoso su sterrati sconnessi, così come il Rally dell’Acropoli, che si corre in Grecia. Fuori dall’Europa, l’East African Safari, una maratona tra Kenia, Tanzania e Uganda, che sin da subito fu molto popolare in quanto la sua prima edizione venne organizzata dagli inglesi per celebrare l’incoronazione della regina Elisabetta. Il Tour de Corse, conosciuto anche come “rally delle 10.000 curve”, sarà invece noto per via del tracciato decisamente impegnativo sulle montagne dell’isola napoleonica.

La fama di prove difficili condotte da piloti di straordinaria destrezza su modelli automobilistici non sempre propriamente sportivi rendono il rally popolarissimo e attirano un pubblico sempre più vasto. Le Case automobilistiche iniziarono a pubblicizzare le proprie vittorie e iniziarono ad organizzarsi con i loro Reparti corse.

I modelli che vincevano i rally erano molto differenti tra loro: Lancia Aprilia e Aurelia, le Austin Healey, le Jaguar, le Triumph TR2, le Porsche 356, le Mercedes 300 SL e 220, le Alfa Romeo Giulietta Sprint e Ti, le Citroën Traction Avant e ID 19, le Bowguard, le piccole DKW 1000, le Saab 93, le Panhard e Renault Dauphine.

Anche la italiana Fiat 500 Sport ha avuto l’emozione del podio in occasione della Liegi-Brescia-Liegi, maratona su strada riservata alle automobili con cilindrata inferiore ai 500 cm³,  edizione del 1958. Fino al 1962 furono comunque i piloti tedeschi i più assidui sui podi dei rally, sia con le Mercedes, sia con le Porsche 356 Coupé.

I primi a vedere in questa specialità un importante investimento furono le case automobilistiche della Volvo e Saab, insieme a BMC, Ford e Citroën. In Italia intanto l’Alfa Romeo fu la prima ad appoggiare i suoi piloti impegnati nelle gare nazionali e internazionali. Se fino ad allora i piloti partecipavano alle gare a livello estremamente privato, da clienti sportivi iniziarono a diventare col tempo professionisti a cui le case facevano da mecenate.

Tra il 1962 e il 1965 questo sport iniziò a richiamare l’attenzione di sempre più spettatori, così che sempre più aziende iniziarono a disporre  una propria officina interna per la preparazione e lo sviluppo delle auto da competizione. Non di rado le case mettevano a disposizione della squadra un direttore sportivo che si occupava di coordinare le assistenze lungo il percorso sviluppando l’attività rallistica futura.

Le auto venivano testate sul terreno di gioco e le varie Case affinavano le qualità delle loro auto mettendo a punto una serie di modifiche che le rendevano sempre più efficienti e competitive per ciascuna specialità; la Lancia, ad esempio, che già vantava un’ottima tradizione nelle corse su strada, sviluppò modelli di serie adatti alle categorie Turismo e Gran Turismo.

Nel 1968 la Federazione Internazionale istituì il “Campionato Europeo Rally per Marche”, che si aggiunge a quello riservato ai Conduttori. Le varie case mettono in gara i loro modelli migliori. La Ford si presenta con la Escort Twin Cam 1.6 e vince questa prima edizione precedendo nell’ordine la Porsche, l’Alpine Renault, la Lancia, e la BMC, con la Mini Cooper ormai a fine carriera. Grazie ai piloti privati che utilizzano in Gruppo 1 (Turismo di serie) le berline 124 e 125 Special si avvicinò alla specialità anche la Fiat.

Il 1970 segna il battesimo del Campionato Marche da Europeo a Internazionale. Alle tradizionali gare europee (Montecarlo, Svezia, Sanremo-Sestriere, Alpi Austriache, Acropoli e RAC) si aggiunge l’East African Safari. La Porsche si aggiudica la vittoria per marche, mentre nel campionato Piloti si afferma Jean Claude Andruet con l’Alpine Renault A110 1.6.

La popolarità del rally arriva oltre i confini nipponici suscitando l’interesse di Case come la Datsun e la Toyota. Anche i costruttori dell’Est Europeo si avvicinano a questa specialità costituendo le loro squadre ufficiali. La Fiat intanto crea un servizio di assistenza per i clienti e successivamente allestisce un Reparto corse per preparare le 124 Spider e le 25 Special da affidare ai clienti sportivi. Partecipare a queste gare significa per le varie Case non solo promuovere i loro modelli tra il grande pubblico, ma anche dare un’immagine più sportiva al marchio.

Il fermento che si sviluppa intorno a queste gare e la sempre più ricca partecipazione di costruttori crea i presupposti per l’organizzazione di un Campionato Mondiale Costruttori dedicato esclusivamente a questi. Articolato su 13 gare in Europa, Africa e America il 1973 si configura come un anno ricco di appuntamenti rallistici dove affianco alle produzioni di serie si fanno strada modelli sempre più adatti e dedicati a questo tipo di competizioni; è il caso ad esempio della Lancia Stratos, che si dimostra imbattibile ed estremamente competitiva.

Il 1979 segna l’inizio del Campionato Mondiale Piloti. Sebbene in questa stagione continuino ad eseere maggiormente competitive le automobili con motore anteriore e trazione posteriore (Talbot Lotus, Ford Escort, Fiat 131 Abarth, Datsun Violet, Opel Ascona 400) si stavano affacciando alla specialità anche altri interessanti e rivoluzionari modelli: a Montecarlo vince la Renault 5 Turbo con motore posteriore turbocompresso, mentre l’Audi, con la Quattro a trazione integrale, si impone nel Rally di Svezia.

Entrano dunque in vigore nuovi regolamenti tecnici, che ammettono al via anche le nuove Gruppo B. Le case si riorganizzano e presentano almeno un modello omologato in Gruppo B. Queste auto raggiungono potenze incredibili, nell’ordine degli 800 CV.

La spettacolarità e le prestazioni di questi veicoli riscuotono un formidabile successo tra il pubblico, ma al contempo si rendono protagoniste di tragici incidenti, che vedono coinvolti pubblico e piloti. In particolare due episodi segnano il tramonto di questi modelli nel 1986: in Portogallo un’auto investe un gruppo di spettatori, uccidendone 3; in Corsica trovano la morte Henry Toivonen e Sergio Cresto, che avevano appena vinto il Rallye di Montecarlo.

Bandite le auto del Gruppo B le berline si riprendono la scena e la potenza scende di botto a circa 300 CV. I regolamenti cambiano ancora nel 1997 con l’introduzione delle WRC, una naturale evoluzione delle Gruppo A di cui conservano il posizionamento anteriore del motore.

Nozioni di base

Ogni equipaggio che partecipa ad un rally è composto da due conduttori (1° e 2° conduttore). Generalmente il primo conduttore è il pilota e il secondo conduttore è ilnavigatore, anche definito copilota. Quest'ultimo ha il compito lungo i trasferimenti di seguire il road book: delle note in cui sono rappresentati in pianta i bivi stradali con la direzione da seguire, l'angolazione o il raggio di ogni curva, le distanze, i tempi di percorrenza al fine di non giungere in ritardo ai "C.O.", ed altre informazioni che consentono al pilota di scegliere una velocità adeguata ad ogni tratto del percorso.

Dal 1904 le World & European Rallycross Championships sono organizzate e gestite dalla Federation Internationale de l'automobile.

In Italia, la massima competizione di rallismo è il Campionato Italiano Rally CIR. Esistono inoltre altri campionati come il Campionato Italiano WRC (fino al 2013 Trofeo Rally Asfalto), il Trofeo Rally Terra TRT ed l'International Rally Cup IRCup. Tutte queste competizini sono patrocinate e indette dall'ACI Sport Italia.

 

Campionato Italiano WRC

Il Campionato Italiano WRC è articolato su un numero massimo di 6 gare su asfalto, distanziate di almeno 14 giorni l’una dall'altra. Sono ammesse a questa competizioni le vetture: WRC (1.6 e 2.0 turbo), A8, K11, Gruppo N, Gruppo A, Gruppo R, Super 1600, Super 2000 (2.0 Atmosferico 1.6Turbo), RGT, FGT, Racing Start, R1 Nazionale. Per ogni vettura è previsto un equipaggio formato da due persone considerate entrambe Conduttori (1° e 2° Conduttore).

Regolamento sportivo Campionato Italiano WRC

 

Trofeo Rally Terra TRT

Il Trofeo  Rally Terra sarà articolato su un numero massimo di 6 gare su terra, comprese quelle valevoli per il Campionato Italiano Rally Assoluto, distanziate di almeno 14 giorni l’una dall’altra. Sono ammasse le vetture delle seguenti Classi: Gruppo N, Gruppo A fino a 2000 cm³, Gruppo R, Super 1600, Super 2000 (2.0 Atmosferico 1.6 Turbo), Racing Start, R1 Nazionale. Il percorso ha una lunghezza massima di 3 Km eviene chiuso al traffico.

Regolamento sportivo Trofeo Rally Terra

Regolamento sportivo International Rally Cup IRCup

 

Tutte le auto da Rally sono immatricolate. Infatti, anche se completamente stravolte rispetto a ciò che la casa madre ha omologato come vettura di serie, in quanto evono transitare su strade aperte al traffico durante i trasferimenti, sono dotate di una normale targa e di un libretto di circolazione.

Possiamo dividere le diverse vetture in gruppi, a loro volta suddivisi in classi che differenziano le varie caratteristiche del motore e dal tipo di preparazione meccanica.

  • Gruppo A
  • Gruppo N
  • Super 1600
  • Super 2000
  • Regional Rally Car
  • Gruppo Kit car
  • Gruppo R
  • Gruppo Fuori Omologazione (per le auto la cui omologazione FIA risulti scaduta, suddivise poi nei gruppi FN, FA e FK)

Potremmo semplificare la ripartizione individuando tre principali categorie tecniche: WRC, KITcar e SUPER 1600.

Le World Rally Car WRC sono la "classe regina" del rally, evoluzione più esasperata delle Gr.A; hanno trazione integrale e possono disporre di vari tipi di differenziali: idraulico, meccanico e elettronico, motore turbo da 2000 cc. e cambio sequenziale. Una WRC del'2000 dispone anche di innumerevoli sistemi elettronici che permettono di migliorare notevolmente le prestazioni.

L'altra categoria "tecnica" e il Gruppo delle KIT car. Vetture da rally a due ruote motrici suddivise in 4 gruppi (K0, K9, K10 e K11). Le KIT car hanno trazione anteriore, motore 2000 cc aspirato e cambio sequenziale. Dispongono di circa 220-230 cv anche se le case da tempo non continuano lo sviluppo del motore.

Ed infine il Super 1600. Le caratteristiche tecniche di queste vetture sono: motore 1600 cc con potenze variabili dai 220 cavalli ai 235 cavalli dei modelli più sviluppati come la Clio, trazione anteriore e cambio sequenziale meccanico non sincronizzato generalmente 6 marce.

Regolamento World & European Rallycross Championships

Regolamento Regional Rally Championships

Regolamento sportivo Gran Turismo Italiano

Bibliografia

"Sotto il segno del rally" di Donazzan Pepe 2014

"Fuori strada. Tecniche di guida Off road" di Lorenzani Roberto - Hoepli 2011

"Fiat del rally" di Gabellieri Carlo Alberto Editore 2006

"Velocita' & Rally 85/86" - De L'annee Editore 2010

Filmografia

"Rally" regia di Sergio Martino - Italia 1989

"Il rally più pazzo d'Africa" regia di Harry Hurwitz - USA 1982

"Herbie al rally di Montecarlo" regia di Vincent McEveety - USA 1977

"Il rally dei campioni" regia di Bruce Brown - uk 1971

Foto e Video

 

Gli sport che ami

Entra in contatto con gli sport che ami e praticali nella tua città. CagliariSPORT è un punto d'incontro per le attività, le associazioni e tutti gli appassionati

 

Resta aggiornato

Su CagliariSPORT puoi trovare il calendario di tutti gli eventi sportivi e delle manifestazioni sul fitness della tua città, iscriviti per ricevere le notifiche!

 

Lo sport è benessere!

Lo sport è il principale veicolo per la salute e il benessere della persona, ad ogni età. Sul portale troverai tante informazioni e consigli per tenerti in forma.

 

Siamo sociali!

Non perderti neanche un articolo o un evento pubblicato sul portale! Seguici anche sulla nostra pagina facebook https://www.facebook.com/cagliarisport.it

Alfasid

Su Alfasid

AlfaSID è specializzata nella progettazione e realizzazione di strumenti per la rete Internet, dallo sviluppo di siti web, alla gestione dell'hosting

Vai al sito Alfasid

Photostream