Scheda sport: Rugby

Strutture dove si pratica Rugby

Rugby

Cenni storici

Così come suggerisce la lastra commemorativa che ancora oggi troneggia sotto la statua di Ellis, presso il College di Rugby, una graziosa cittadina inglese del Warwickshire, leggenda vuole che la paternità di questa disciplina venga attribuita all'irlandese Williams Webb Ellis.

Il 1° novembre 1823,  mentre giocava a football con i compagni nel prato della scuola, con grande dispregio delle regole allora in vigore, prese la palla tra le braccia e corse con essa fino a depositarla a terra sulla linea di marcatura. Tra lo stupore ed il risentimento generale Ellis determinò, seppur involontariamente, l'origine di una delle caratteristiche essenziali e distintive del gioco del rugby.

Ad un’attenta ricerca si scopre che nel XIX secolo in moltissimi college inglesi il gioco del pallone era molto in voga, benché si differenziasse da college a college secondo l'uso che si faceva delle mani e dei piedi. Pertanto nei vari college predominavano varianti differenti che venivano modificate e ratificate di anno in anno da una rappresentanza di studenti, benché non vi fossero regole precise.

La storia romanzata di Ellis comparve per la prima volta nel 1876 in un articolo del Meteor, il giornale della Pubblic School di Rugby, scritto da Matthew Holbeche Bloxam con lo scopo di rispondere ad una lettera nella quale ci si interrogava sulle origini del Rugby. L’articolo in realtà era molto vago, e faceva riferimento ad una storia raccontata da un testimone anonimo che avrebbe assistito al gesto eccentrico di questo studente che a onor del vero, come aveva appurato con  una indagine la RFU Rugby Football Union, in pochi si ricordavano.

Senza dubbio la tradizionale storia di William Webb Ellis ha un fascino maggiore se paragonato a quello di una genesi rugbistica frutto di un travaglio durato una ventina e più di anni. Il 7 settembre 1846, fu redatto da parte di alcuni studenti il primo codice dell'handling game, negli anni seguenti, molte altre scuole si diedero un proprio regolamento così che quasi ogni college aveva un modo diverso di condurre il gioco.

Il 26 settembre 1863 i rappresentanti di undici tra club civili e scuole si riunirono alla Freemason's Tavern e dopo un'accesa discussione elencarono alcuni capisaldi di un nuovo regolamento. Una prima vera standardizzazione delle regole per  tutti i club che praticavano questo gioco però si ebbe il 26 gennaio 1871, quando si formò la Rugby Football Union.

Secondo ricerche recenti la nascita del rugby in Italia va collocata tra il 1890 ed il 1895 a Genova per merito della comunità inglese. La prima partita di rugby in Italia fu incontro dimostrativo giocato nel 1910 a Torino tra il Racing Club de Paris e il Servette di Ginevra. Nel 1927 venne costituito un “comitato di propaganda” e l’anno seguente nacque la Federazione Italiana Rugby.

In quegli anni si iniziò a giocare a rugby con una certa regolarità, così che ben presto questo sport divenne popolarissimo anche in Italia. Milano e Roma sono i grandi centri rugbistici italiani, ma si gioca anche in altre grandi città italiane.

Nel 1929 sei squadre delle sedici attive in Italia partecipano al primo campionato, vinto dall'Ambrosiana Milano. Nello stesso anno l'Italia gioca a Barcellona contro la Spagna la prima partita internazionale, perdendo 9-0.

Il rugby in Italia è amministrato dalla Federazione Italiana Rugby, che dal 1991 fa parte dell'International Board ed è anche membro fondatore della FIRA. Partecipando a importanti manifestazioni internazionali gli azzurri hanno ottenuto vari notevoli risultati che li hanno portati a competere in incontri decisamente rilevanti nel mondo del rugby quali quello delle Sei Nazioni.

Regole di base

Una partita di rugby avviene tra due squadre che schierano 15 giocatori ciascuna più 7 riserve, che si scontrano in un campo di gioco grande 100m di lunghezza per 70m di larghezza.

L'obiettivo del gioco è portare la palla ovale in meta, ovvero oltre la linea di meta al centro del quale sono installati due pali uniti da una barra orrizzontale.

La durata di una partita è di 80 minuti, divisi in due tempi uguali da 40', si considera il tempo effettivo senza recupero, salvo eccezioni particolari. Il termine di entrambi i tempi viene decretato dall'uscita del pallone, da una meta o da una mischia.

La meta vale 5 punti ed è valida solamente se la palla viene schiacciata a terra nell'area di meta della squadra avversaria. Se la palla viene schiacciata nella propria area di meta essa si definisce "annullata" e comporta una mischia ordinata a cinque metri.

Dopo la meta  è possibile effettuare una "Trasformazione", ovvero  si puo' calciare in mezzo i pali e sopra la traversa da qualunque distanza ma su un punto perpendicolare a dove sia stata fatta la meta con l'obiettivo di guadagnare ulteriori 2 punti. Contribuiscono a incrementare il punteggio i "D rop" e i "Calci di punizione" che valgono ciascuno 3 punti se centrano i pali. L'obiettivo è chiaramente effettuare il maggior numero di punti prima del termine del match.

Tipico di questo sport è il così detto terzo tempo durante il quale, a conferma dei valori di socialità e rispetto che vigono in questo sport, le squadre si dedicano interamente ed esclusivamente alla degustazione di pasti e bevande.

Un'altra particolarità dello sport del rugby è la versione Ka Mate della Haka, danza tipica del popolo Māori, resa celebre dagli All Blaks, la Nazionale di rugby a 15 neozelandese. Essi infatti la eseguono all'inizio delle competizioni al fine di caricare il gruppo ancora di più e intimorire gli avversari.

Federazone Italiana Rugby

Regolamento tecnico

Bibliografia

"L'ovale rimbalza male. Dal rugby alla vita nelle storie di tre campioni" - Giunti Editore 2014

"Il rugby sottosopra. Grenoble 1997, quando l'Italia ribaltò la Francia e il mondo" di Volpe Francesco - Absolutely Free Editore 2014

"Lo sviluppo della velocità specifica nel rugby moderno. Dal mini rugby all'alto livello" di Giorgio Polin - Libreria Sportiv@mente Editore 2014

"Vincenti. Quelli del rugby con le ruote. Storie di sport e di vita" di Giorgio Sbrocco - Piazza Editore 2014

 

Filmografia

"Il terzo tempo" Regia di Enrico Maria Artale - 2013

"Invictus - L'invincibile" Regia di Clint Eastwood - 2009

"Forever Strong" Regia di Ryan LIttle - 2008

"Asini" Regia di Antonello Grimaldi - 1999

"Io sono un campione" Regia di Lindsay Anderson - 1963

Video e foto

 

 

 

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