Scheda sport: Scherma

Strutture dove si pratica Scherma

Scherma

Col termine scherma si fa riferimento alle abilità e alle tecniche di una persona addestrata nell'arte dell'uso della spada.

Cenni storici

Nel linguaggio comune moderno col termine scherma  si fa principalmente riferimento alla pratica della scherma olimpica e a ogni arte marziale che include l’uso di una spada o arma bianca.

L'uso di armi ricorre fin dai tempi più antichi, è difficile però stabilire quando questo inizia ad essere pratica sportiva. Nonostante fosse necessario un addestramento nell'utilizzo di queste armi, non sono pervenuti a noi manuali militari antichi di scherma. Alcune immagini decorative risalenti al 1200 a.C. circa ci attestano l’utilizzo in Egitto di spade per fini sportivi.

Gli esercizi schermistici però fanno capolino con gran successo in Epoca Romana quando i gladiatori affrontandosi in arene gremite di spettatori usavano appunto tra le varie armi a disposizione anche il gladio, una spada corta utilizzata principalmente per penetrare di punta.

La spatha (da cui deriva il termine "spada") era una lama più lunga a doppio filo utilizzata solo dalle unità di cavalleria fino al II secolo D.C. . Tale arte si evolve nel corso di più secoli, accompagnata anche dall’evoluzione delle sue armi a partire dalle prime armi da taglio, passando dal gladio romano fino ai famosi spadoni medievali, ad arrivare ai giorni nostri alle armi da punta e da taglio.

Nel XIII secolo si parlò di una scherma italiana che godeva di grande prestigio fuori dai confine della penisola. Risale di fatto al 1400 la nascita delle prime scuole di scherma con i cosiddetti “maestri d’arme”. E’ merito dell’italiano Camillo Agrippa (autore di un famoso trattato del 1553) che il duello si faceva ancora impugnando due armi, la spada nella mano destra e la daga nella sinistra, presto l’uso fu abbandonato a favore della velocità delle azioni e della maneggevolezza dell’arma principale prevalentemente di punta.

Il Cinquecento fu un secolo d’oro per la scherma italiana, in esso si gettano le basi di quella che sarà la scherma moderna. Già nel Seicento si videro i primi fioretti con punta coperta da un bottone allo scopo di evitare incidenti tra i duellanti a sottolineare il carattere squisitamente sportivo ante litteram delle competizioni.

E’ nell’Ottocento si fa risalire di fatto la nascita della moderna scuola italiana di scherma da sempre considerata una delle migliori al mondo per gli ottimi risultati ottenuti sia in Italia che all’estero. Fu in questo secolo che gli schermidori si allenano fino a nove ore al giorno, affiancando all’esercizio e studio della tecnica e all’agonismo della scherma, la pratica di ginnastica e di attrezzi, precorrendo di molti decenni gli attuali sistemi di allenamento.

Il 3 Giugno 1909 venne costituita a Roma La Federazione Schermistica Italiana su iniziativa del capitano Augusto Ciacci e favorita dall’allora onorevole Luigi Lucchini, in qualità di presidente dell’Istituto Nazionale per l’Incremento dell’Educazione Fisica. La contemporanea nascita nel 1913 della Federazione Internazionale di Scherma FIE e lo svolgersi delle Olimpiadi fecero sì che la scherma si trasformasse da semplice concetto di arte in un vero e proprio sport da combattimento.

Successivamente il 5 Ottobre 1923 il nome venne modificato in Confederazione Italiana di Scherma CIS e dieci anni più tardi, nel 1933, fu ulteriormente e definitivamente modificato con l’attuale nome di Federazione Italiana Scherma FIS. La prima medaglia azzurra fu quella di Antonio Conte, oro nella sciabola maestri a Parigi agli albori del ventesimo secolo. In cento anni di storia delle olimpiadi da Parigi 1900 a Sydney 2000, la scherma italiana è salita ben cento volte sul podio; ad Atene 107 volte e con Pechino 2008 il numero delle medaglie è addirittura arrivato a 114.

Un record di eccezionale spessore per una disciplina che vanta di essere l’unica in Italia ad aver conquistato così tante medaglie olimpiche e che contribuisce ad accrescere sempre più il prestigio internazionale di tutto lo sport italiano. Numeri questi che palesano come la realtà della scherma italiana si sia affermata a livello mondiale e come la scuola italiana goda di numerosi riconoscimenti per gli innumerevoli traguardi raggiunti nel corso di tutta la sua storia.

Regole di base

Le competizioni schermistiche si svolgono all'interno di un terreno di gioco chiamato pedana lunga 14 m. e larga massimo 2 m. Obbiettivo della scherma è infliggere il maggior numero di colpi sull'avversario, ovvero stoccate. A seconda della specialità, definita dall'arma utilizzata, è stabilito il bersaglio valido, ovvero la parte del corpo da colpire affinchè la stocccata venga regolarmente assegnata. Le prove sono giudicate mediante l'asusilio di un apparecchio elettrico che segnala le stoccate. Esso è opportunamente installato nella divisa degli schermadori, i quali per regolamento devono indossare un completo munito di corazzina protettrice, maschera, guanti, calzettoni fino al ginocchio.

Le fasi di una competizione schermistica si articolano in azioni offensive e difensive. Sono azioni offensive:

  • l’attacco è l’azione offensiva iniziale eseguita distendendo il braccio e minacciando costantemente il bersaglio valido dell’avversario, - movimento che deve comunque precedere l’inizio dell’affondo o della flèche.

  • la risposta è l’azione offensiva dello schermitore che ha parato l’attacco.

  • la contro-risposta è l’azione offensiva dello schermitore che ha parato la risposta.

Le diverse azioni difensive sono le parate. La parata è l’azione difensiva eseguita con l’arma per impedire ad un’azione offensiva di toccare.

La durata del combattimento effettivo, ovvero dal momento di proclamazione dell'arbitro del "A voi" all'"Alt" è:

  • massimo 3 minuti, nei gironi 5 stoccate;
  • massimo 9 minuti divisi in periodi di 3 minuti, con un minuto di riposo tra due periodi, nell’eliminazione diretta 15 stoccate;
  • 3 minuti per ciascuna frazione, negli incontri a squadre.

Le specialità della scherma sportiva sono tre, a seconda delle armi utilizzate: Fioretto, Sciabola, Spada.

Il fioretto è un’arma esclusivamente di punta. Sono valide solo le stoccate portate sul bersaglio limitato al tronco e che s’arresta, verso l’alto, alla sommità del collo, e quindi che esclude gli arti e la testa.
 
La sciabola è un’arma di punta, taglio e controtaglio. Il bersaglio valido comprende ogni parte del corpo posta al di sopra della linea orizzontale che passa dagli angoli formati dalle cosce e dal tronco del tiratore nella posizione “in guardia".

La spada è un’arma esclusivamente di punta. Il bersaglio valido comprende tutto il corpo dello schermitore, compresa la sua divisa e tutto l’equipaggiamento. Perciò ogni stoccata arrivata è assegnata, qualunque sia la parte del corpo (tronco, arti o testa), dell’abbigliamento o dell’equipaggiamento che è stata colpita.

SciabolaSpadaFioretto

 

Federazione Italiana Scherma

Regolamenti

 

Bibliografia

"Manuale di scherma storica. La striscia nel Seicento e nel Settecento" di Lodà Francesco - Bonanno Editore 2014

"La scherma di spada" di Renaud Jean-Joseph - Maggioli Editore 2011

"Scherma. Discipline, regolamento, allenamento" di Stefano Alfonsi - De Vecchi Editore 2012

"L'arte del duello. La scherma da terreno della Dinastia Manusardi, secondo le norme delle antiche scuole di scherma europee" di Manusardi Italo D. - Maggioli Editore 2008

Filmografia

"Il maestro di scherma" Regia di Pedro Olea - Spagna 1992

Video e Foto

 

 

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