Scheda sport: Tiro con l'Arco

Strutture dove si pratica Tiro con l'Arco

Tiro con l'Arco

Cenni storici

I natali di arco e frecce sono certamente ascrivibili a tempi remoti, sebbene la pratica del loro utilizzo raggiunse il livello più alto in Inghilterra e in particolare sotto il regno di Enrico VIII (1509-1547).

Egli infatti era una esperto arciere, il quale aveva emesso un decreto che obbligava ogni suddito maschio a possedere un arco con relative frecce e a esercitarsi nel tiro, stabilendo tramite decreto anche le distanze dei tiri e una multa per chi non le avesse rispettate. Anna Bolena, la seconda delle sue sei mogli, fu un’eccellente tiratrice, allieva di Roger Ascham (1515-1568), autore del primo trattato sul tiro con l'arco, dal titolo Toxophilus (1545).

A differenza delle nazioni dell'Europa settentrionale e centrale, che hanno tutte sviluppato una tradizione arcieristica proveniente dall'arte militare, che con l'avvento delle armi da fuoco si è ridotta a pura esercitazione di abilità, in Inghilterra le gare con l'arco entrarono a far parte della tradizione e delle feste popolari sin dal Seicento.

Il tiro con l'arco come disciplina sportiva nacque all'inizio dell'Ottocento negli Stati Uniti, dove alcuni appassionati, attingendo alla grande tradizione arcieristica militare inglese, costruirono i primi archi sportivi, perfezionarono la tecnica di tiro, codificarono e regolamentarono l'attività agonistica.

Le prime vere gare sportive si svolsero infatti negli Stati Uniti nel 1829. Si tirava a una sola distanza, 80 yard (poco più di 73 m), con volée (serie) di tre frecce. Nel 1896 si inaugurarono i giochi olimpici dell'era moderna, e il tiro con l'arco fu presente nelle edizioni in cui nel paese organizzatore esisteva una federazione. Non fu incluso ad Atene nel 1896, mentre fu presente ai Giochi di Parigi del 1900, di St. Louis del 1904, di Londra del 1908 e di Anversa del 1920. Dopo quest’ultima edizione questa disciplina non fu più ammessa.

Il tiro con l'arco era arrivato in Italia da più strade. Il fascismo aveva incoraggiato le donne a praticare alcune attività sportive, fra cui l'arco, che veniva insegnato nelle Accademie per formare le insegnanti di educazione fisica. Nel 1956 nacque la prima organizzazione finalizzata alla diffusione e pratica  di questo sport la ABA, che nel  1960 diventa la Federazione Italiana di Tiro con l’arco FITARCO.

Secondo quanto afferma il Professore di Filosofia Eugen Herrigel facendo riferimento all'applicazione dell'ideologia Zen a questo sport: il tiro con l'arco non è solo un'abilità sportiva raggiunta più o meno compiutamente attraverso un esercizio in prevalenza fisico, ma una capacità acquistata attraverso esercizi spirituali e che mira a colpire un bersaglio spirituale: così dunque che l'arciere, in fondo, prenda di mira e forse arrivi a cogliere se stesso.

Regole di base

Il Tiro con l'arco è uno sport individuale in cui l'atleta, mediante l'utilizzo di un arco regolamentare scaglia le freccie con l'obiettivo di colpire bersagli di carta rinforzati con fili di nylon, fissati tramite chiodi su battifreccia circolari di paglia intrecciata, i cosiddetti paglioni.

Questi ultimi contengono al loro interno cerchi concentrici di colori diversi; a seconda della sezione del bersaglio colpita dalla freccia si ottengono un certo numero di punti, salvo i casi in cui il colpo va fuori dal cerchio più esterno (Missed ovvero 0 Punti).

  • Giallo: 10-9
  • Rosso: 8-7
  • Blu: 6-5
  • Nero: 4-3
  • Bianco: 2-1

Esistono diversi tipi di arco che variano per materiali (legno, alluminio, carbonio), lunghezze, e tecniche di costruzione, tra cui la fusione e la fresatura di un blocco di metallo.

La pratica sportiva contemporanea, così come regolamentata dalla Federazione Italiana Tiro con l'Arco, prevede l'utilizzo dei seguenti tipi di arco:

  • Arco olimpico o ricurvo. Esso può essere o un arco TD o take-down, ovvero scomponibile in tre pezzi. Esso si compone di un corpo centrale  detto riser, due flettenti fissati al riser, e inoltre vi si possono aggiungere numerosi accessori: mirino, sistema di stabilizzazione dotato solitamente di tre aste, un rest, ovvero il supporto che sostiene fisicamente la freccia prima di essere scoccata, un clicker, la lamina metallica che ha la funzione principale di segnalare all'arciere scattando che l'arco è stato aperto nella misura da lui scelta ottenendo quindi per ogni tiro sempre la medesima potenza e il medesimo allungo.
  • Arco nudo: un tipo d'arco sprovvisto di sistema di mira (mirino) e di stabilizzazione supplementare. E' consentito esclusivamente un poggia freccia rest, un bottone elastico (Berger Button) ed un sistema di pesi posizionati sul riser che stabilizzi l'azione al momento del rilascio.
  • Arco compound o composti. Muniti di particolari sistemi di demoltiplicazione della potenza a mezzo di carrucole eccentriche questo tipo di archi permettono di ottenere la potenza massima a circa metà della fase di apertura dell'arco per poi essere scaricata di circa il 60-75% (let-off) ottenendo così uno sforzo fisico minore ed una maggiore velocità di uscita della freccia ottenendo così una maggiore precisione.

Nelle gare di campagna sono ammessi anche gli archi:

  • Arco Longbow, ovvero il tradizionale arco in legno, monolitico oppure smontabile.
  • Arco Istintivo, ovvero un arco in legno più corto del Longbow e con una particolare inclinazione dei flettenti.

In questo sport la divisione delle categorie avviene per fasce di età. Esistono cinque diverse tipologie di gara riconosciute dalla FITARCO:

  • Le gare indoor
  • Le gare outdoor
  • Le gare di campagna
  • Le gare 3D
  • Le gare Ski Archery

Fondamentale nell'esecuzione del tiro è la posizione delle spalle. L'allineamento delle scapole avviene sollevando lo sterno e al contempo abbassando le scapole. questo movimento, se eseguito fluidamente, condurrà  a un allineamento corretto a forma di T. Sollevando la testa si tiene lo sguardo sul bersaglio.

La buona riuscita di un lancio è chiaramente conseguente a un duro allenamento che prevede tra le altre cose la replica continua di una serie di esercizi. Una delle maggiori difficoltà per un principiante è la fase follow-trough, e conseguentemente il rilascio a un punto univoco dell’allungo, fondamentale per ogni tiro.

A causa della pericolosità di questo sport è preferibile evitare di improvvisarsi, piuttosto è bene affidarsi alle mani di un istruttore esperto.

Federazione Italiana Tiro con L'Arco

Regolamento

Bibliografia

"Insegnare il tiro con l'arco. Passi verso il successo" di Kathleen M. Haywood e Catherine F. Lewis - Libreria Universitaria Editore

"Arco per tutti. Storia, tecnica, filosofia e pratica dell'attrezzo che ha segnato l'evoluzione umana" di Enzo Maolucci - Hoepli Editore

"Il silenzio e la freccia. L'arte zen e la tecnica del tiro con l'arco giapponese" di Jordan Augusto e Juliana Galende - Jute Sport Editore 2008

Video e foto

 

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